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La pieve di Sant'Andrea Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Sul fondo di via Rossi compare il fianco della pieve di Sant' Andrea, chiesa battesimale della città dopo la trasformazione di San Basilio in Cattedrale.
La chiesa è ricordata, per la prima volta, come sede del Sinodo del 1137.

Gli scavi intrapresi negli anni dal 1969 al 1973 hanno rivelato che l'impianto antico era triabsidato e più corto dell'attuale.
Il tracciato di via Rossi poteva quindi proseguire, verso nord, passando sul retro delle absidi del sacro edificio.
Le strutture murarie della pieve rivelano tre fasi di costruzione.
La primitiva è da collegare con la bifora di facciata, decorata da una testina apotropaica simile ad altre nel territorio di Lunigiana.
Lo spiovente che si legge ancora nel paramento murario indica una costruzione più modesta con la parte centrale rialzata.

Gli Statuti del 1330 rivelano una seconda fase: il Podestà s'impegna a far demolire una parte della chiesa, verso il palazzo del comune, che allora si trovava ancora nei pressi dell'edificio; in quell'occasione fu rialzata anche la torre campanaria con il motivo romanico dell'alleggerimento del muro.

La terza fase iniziò nel 1579 quando l'interno e l'esterno subirono una completa ristrutturazione con ampliamento sia in altezza che in lunghezza.
La facciata ingloba anche il campanile ed è adornata da un bel portale cinquecentesco, un po' insolito per un edificio religioso, al di sopra si trovavano le statue di Sant' Andrea, patrono della città, e dei santi Pietro e Paolo, oggi collocate all'interno.
Al di sopra del portale ritroviamo la stella ad otto punte, il sidus, simbolo degli Anziani del Comune di Sarzana, fatto collocare dal Formentini, negli anni '20.

Nella pieve di Sant' Andrea si svolgevano le assemblee dei cittadini poi sostituite dai due Consigli che detenevano il potere legislativo della città: quello degli Anziani, composto da otto membri, e quello Generale da ventiquattro.
Gli otto Anziani erano eletti da una commissione di altrettanti cittadini di Sarzana, scelti dal Podestà con la consulenza degli Anziani uscenti.
Questi eleggevano quarantotto uomini, i quali, a gruppi di otto, formavano il maggior Consiglio del Comune restando in carica due mesi.

L'interno ristrutturato si compone di un vano rettangolare ritmato da un doppio ordine di paraste addossate alle pareti più antiche.
L'ordine inferiore, appoggiato su elevati basamenti, irrobustisce la struttura medievale con una serie di arcate sormontate da un'elegante trabeazione che incornicia e proporziona l'arco trionfale del presbiterio, spazio circolare coperto a calotta intradossata affiancato alla grande aula dell'assemblea.
L'ordine superiore, più semplice articola la scansione del claristorio e prepara l'appoggio della grande volta a botte che ricopre il vano.

L'intervento, come nella Cattedrale, rendendo evidente l'ordine architettonico delle pareti permette di riconoscere la proporzione dello spazio interno.
Dopo i lavori di restauro del 1929, fu eliminata parte dell'intonaco e riportato alla luce il paramento medievale.
Sotto il pavimento ricostruito è possibile osservare l'impianto dell'antica pieve a tre navate.

L'aula conteneva alcuni interessanti dipinti oggi trasferiti al Museo Diocesano vi si possono osservare fra l'altro le statue di Sant' Andrea, San Pietro e San Paolo collocate un tempo sul fastigio del portale d'ingresso.

Il fonte battesimale, collocato nel presbiterio, è un elegante manufatto decagonale : il basamento marmoreo, fu realizzato dal carrarese Giovanni Morelli sul finire del secolo XVI, al quale si attribuisce anche il fonte battesimale di Santa Maria di Vezzano Ligure; la parte lignea fu intagliata dal massese Giulio Gianozzi e dipinta da Niccolò Carretto di Camaiore.

Nella pieve è collocato l'antico organo della Cattedrale, mentre quello di Sant' Andrea fu trasferito nella chiesa di San Michele Arcangelo di Ponzano Superiore, ampiamente ristrutturata dai marchesi Remedi.
Lo strumento, realizzato dal tedesco Giorgio Steininger, nel secolo XVII, contiene parti originali fra le più antiche della Diocesi.

 

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di R. Ghelfi e C. Sanguineti - Edito da Agorà Edizioni e LAB Laboratorio d'Arte Contemporanea Lunigiana


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Ultima modifica
22.03.2012
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