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Da via Bertoloni a piazza San Giorgio Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Proseguendo per via Bertoloni il primo edificio sull'angolo destro è l'ottocentesco palazzo Benedetti.
La famiglia, di origine pisana, si trasferì a Sarzana alla fine del secolo XIV.
Al piano terreno si trovava il caffè Gioberti che assieme al Costituzionale, sul lato opposto della piazza, ancora oggi attivo, era luogo d'incontro della Sarzana risorgimentale.

Inizia così il Borgo di Calleri costruito oltre la ghiaia della Calcandola che termina con l'attuale Porta Parma, sul bordo esterno dei fossati rinascimentali.
Il Borgo di Calleri venne pavimentato nel 1831 con pietre prese nelle Cave del Golfo dell Spezia.

La via, che porta il nome del celebre botanico sarzanese Antonio Bertoloni, come si legge nell'epigrafe marmorea posta sulla sua abitazione al n. 53, è ricca di pregevoli facciate che ingentiliscono la semplice struttura muraria con l'ordine architettonico.
Palazzo Fiori si distingue per la gerarchia dei piani e per i festoni floreali in marmo che decorano le finestre: appartenne alla famiglia Capitani che lo ristrutturò all'inizio del secolo XIX in stile neoclassico e impero.

La planimetria di Panfilio Vinzoni della metà del secolo XVIII mostra chiaramente la chiusura della porta medievale fra i due torrioni rinascimentali, Genovese e di San Carlo, costruiti da Luchino Stella nel 1514.
In basso si collocavano alcuni giardini privati che in seguito furono occupati da abitazioni.

La gradonata che sale al Torrione Genovese, e la porta di accesso allo stesso fiancheggiata dal simbolo di San Giorgio, indicano l'altezza delle mura che proseguivano aggirando il borgo coincidendo con l'attuale via Torrione Stella.

Proseguendo per la gradonata passiamo sotto l'elegante portico di palazzo Fiori sormontato da una pergola di glicine che protegge l'accesso al giardino collocato nel bordo esterno degli spalti, protetto da un alto muro.
L'opera delle fortificazioni rinascimentali fu cosa ingente, se pensiamo che in questo punto l'altezza dei terrapieni che formano gli spalti è di circa quattro metri dal piano di via Bertoloni collocato due metri al di sopra del livello del fossato.

La strada prosegue scendendo sotto la suggestiva volta che immette in piazza Luni.
Voltando a destra si raggiunge via della Dogana Vecchia.
Sul fondo, oltre il lastricato costruito sul ponte che attraversando il fossato permetteva di entrare in città, il quartiere del Carmine con la chiesa settecentesca contenente una bella tela del Maffei, pittore veneto del secolo XVII.
Il quartiere fu la prima espansione di Sarzana fuori delle mura rinascimentali e fu costruito lungo le principali strade d' accesso che confluivano tutte presso la porta protetta dallo sperone o puntone, detto anche Mezzaluna, sagomato con un acuto saliente in direzione di Lerici, sormontata dall'effige scolpita di San Giorgio che oggi si trova nella scala del Palazzo Comunale.

Sulla sinistra le colonne della Loggia dei Soldati della città di Sarzana.
Vi si leggono due iscrizioni una ne ricorda la costruzione Giacomo Italiano prefetto di questa città fece erigere questo portico pensando al bene dei soldati e alla custodia delle armi. MDXXX l'altra un crollo, A causa di un cedimento il magnifico Signor Antonio De Furnari, capitano e commissario, fece mettere queste colonne in marmo nell'anno MDLIII.

Proseguendo incontriamo a sinistra la parte di piazza San Giorgio costruita sul fossato.
Le foto d'epoca ne riproducono la tettoia del mercato coperto poi distrutta per fare posto ad un distributore di benzina.
Sulla destra le espansioni del quartiere del Carmine e l'Hotel Laurina grazioso edificio che ospitò il Tribunale.

La sagoma angolata dei due palazzi di piazza San Giorgio, costruiti per fronteggiare lo spazio urbano ricavato dalla demolizione della fortificazione rinascimentale, ci permette di immaginare l'andamento delle mura genovesi.
Queste si distaccavano dall'assetto rettilineo che riprendeva l'antico tracciato delle mura medievali, e formavano uno sperone angolato che si chiudeva nuovamente contro il tracciato più antico.

In quest'area, o poco distante, doveva trovarsi la vecchia sede del Convento di San Domenico.
Un rilievo del Vinzoni redatto in occasione di una vertenza relativa all'abbattimento di due botteghe costruite sulle mura, riporta ancora una proprietà dei Padri Domenicani situata all'angolo della strada per Lerici occupata nel secondo dopoguerra dal palazzo porticato che termina la palazzata della via Aurelia.

 

Tappa precedente
Il Palazzo Comunale

Da “I percorsi d'arte più belli e più segreti della Val di Magra e della Terra di Luni”
di R. Ghelfi e C. Sanguineti - Edito da Agorà Edizioni e LAB Laboratorio d'Arte Contemporanea Lunigiana


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Ultima modifica
22.03.2012
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